Una leggenda per chi ama con il cuore

C’era una volta — e c’è ancora — una notte speciale che pochi conoscono.
Arriva silenziosa, quando ottobre sta per cedere il passo all’inverno e il vento sussurra tra le foglie dorate.
È la notte del 27 ottobre, la Notte degli Spiriti degli Animali.

Si dice che in quella notte il mondo diventi più sottile, come se il cielo e la terra si toccassero per un istante.
Le stelle brillano un po’ di più, e nei giardini, nei boschi, persino nei salotti delle case, gli spiriti degli animali amati ritrovano la strada di casa.

Nessuno li vede davvero, ma chi li ha conosciuti li riconosce:
un passo lieve sul pavimento, il fruscio di una coda, un respiro accanto al cuscino.
A volte è solo un profumo, o un pensiero che scalda il cuore.
È così che gli animali tornano: senza corpo, ma con tutto l’amore che avevano in vita.

Antiche tradizioni raccontano che in questa notte si debba accendere una candela bianca e lasciare una ciotola d’acqua vicino alla finestra.
È un piccolo segnale, un modo per dire: “La porta è aperta, puoi tornare quando vuoi.”

E così, mentre il mondo dorme, i giardini si riempiono di presenze invisibili ma buone.
I cani che hanno corso accanto a noi, i gatti che hanno vegliato le nostre notti, gli uccellini che un tempo cantavano sul davanzale… tutti tornano, per una sola notte, a riposare accanto ai loro umani.

Chi ha il cuore attento, lo sente.
Una pace dolce, una carezza d’aria, un ricordo che diventa presenza.
È il modo in cui gli animali ci dicono che l’amore non ha confini, che nessun addio è per sempre.

Così, ogni 27 ottobre, se guardi la luna e pensi al tuo compagno di vita che ora vive altrove, sappi che forse, proprio in quell’istante, lui ti sta guardando anche lui.
Perché la Notte degli Spiriti degli Animali non parla di morte, ma di amore che ritorna.

🌈 A Lilly.

C’è un biscottino al solito posto se passi a trovarmi!


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